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Sulle tracce di… Romano Danielli

di Damiano Pellegrino, Vittoria Majorana

Nel libro Scala e sentiero verso il Paradiso, Giuliano Scabia dedica un breve capitolo ai burattini. Ci dice che essi erano dappertutto: a Parma, Modena, Castelfranco Veneto, Ravenna. La geografia dell’Emilia Romagna tratteneva nel suo inconscio lo spazio del burattino. Tutto un quartiere a Bologna – dice Scabia – si accorpava come un palcoscenico vasto, attorno alla visione che emergeva dietro il telo. Lo stesso Scabia nomina poi alcuni burattinai emiliani e riporta anche il nome di Romano Danielli. Una tecnica, quella del teatro dei burattini, che il maestro trasmette all’allievo. Quest’ultimo, così, si inserisce nel solco di una tradizione consapevole di ripercorrere certi modelli e di contaminare le storie che avvolgono le maschere della commedia dell’arte che eredita. Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti, nel loro volume dedicato alla storia delle marionette e dei burattini, indicano tre tipologie di burattinai. Danielli, probabilmente, per il suo dialogo costante con la città di Bologna e non solo, ricopre un posto intermedio tra le ultime due categorie: quella del burattinaio ambulante, che si rivolge a un pubblico a volte anche distratto ed estemporaneo riunitosi attorno al casotto-baracca; e quella del burattinaio di piazza, che ogni giorno incontra un pubblico che lo aspetta, per riprendere i fili di un dialogo ininterrotto. Una tipologia, quest’ultima, di burattinaio immortale, dato che la sua memoria, come scrivono i due autori, sopravvive a lungo nell’immaginario popolare.

Credits

Intervista a cura di Damiano Pellegrino
Cura editoriale di Damiano Pellegrino e Vittoria Majorana
Montaggio e registrazioni a cura di Ilaria Cecchinato
Con la partecipazione di Mia Iacobacci e Sebastiano Sicurezza
Musiche di Cesare Basile
Il frammento iniziale è tratto da Burattini, streghe e briganti. Racconti radiofonici per ragazzi di Walter Benjamin

Questo podcast fa parte di “Sulle tracce di…”, parte del progetto “Turn on your ears” di Altre Velocità, sostenuto dal Ministero della cultura e dalla Regione Emilia-Romagna.

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