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Speciale. Da Matera a Rovereto: il lavoro di IAC a contatto con le nuove generazioni

di Nella Califano, Damiano Pellegrino

Fin dalle prime ore del pomeriggio in teatro, l’Auditorium Fausto Melotti, è tutto un fermento e il silenzio è un miraggio. Il via vai dai camerini alla sala da parte delle ragazze e dei ragazzi, che a breve e per la prima volta metteranno piede sul palco per cominciare la prova. Il frastuono delle chitarre e della batteria da regolare e il botta e risposta a distanza fra musicisti e tecnici. Il montaggio sul fondo del palco della scenografia, due lunghe gradinate in legno calpestabili e da assemblare l’una di fianco all’altra. Mercoledì 17 maggio mettiamo piede in uno degli spazi del Mart di Rovereto, un ampio complesso architettonico che riunisce rispettivamente gli spazi del museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, una biblioteca e infine un auditorium con una sala che mima la forma di un grande anfiteatro. A Rovereto Nadia Casamassima e Andrea Santantonio del Centro Arti Integrate (IAC) di Matera seguono dal mese di febbraio 2023 un progetto rivolto ad adolescenti chiamato Creature selvagge, cercato, costruito e realizzato insieme all’associazione culturale Oriente Occidente di Rovereto e che ha visto il coinvolgimento in una fase successiva del Cdm Centro Didattico Musica Teatro Danza, dell’Istituto di Formazione Professionale “Sandro Pertini” di Trento e di Sharing Training TN. Creature selvagge è un un laboratorio di arti performative a cadenza mensile, a cui hanno aderito una decina circa di ragazze e ragazzi del territorio circostante, chiamati a confrontarsi attraverso il linguaggio del teatro e della danza sulla relazione tra ambiente, emergenza climatica e cittadinanza. E Creature selvagge è anche il titolo dell’esito di lavoro tenutosi per due giorni di fila: la prima replica aperta alle scuole, la seconda a tutti. 

Chiamati a osservare gli ultimi giorni di lavoro e una delle due repliche, ci mischiamo silenziosamente tra i partecipanti e ci lasciamo attraversare dalle loro confidenze durante i momenti di pausa, con la consapevolezza che i loro sguardi e i ragionamenti che vogliono condividere con noi a voce alta e in gruppo, rispondendo anche alle nostre domande, siano nutrimento per un teatro che verrà. Quello che leggerete in questo speciale è una restituzione, che si snoda tra alcune interviste e un approfondimento, di ciò che abbiamo raccolto durante i tre giorni trascorsi a Rovereto a contatto con il lavoro di IAC, Oriente Occidente e con gli adolescenti. Una testimonianza parziale la nostra, destinata a restare frammentaria e aperta, alla pari delle tante questioni “emergenziali” e necessarie che il teatro di Nadia e Andrea ha il pregio di far deflagrare nelle voci dei partecipanti nel lavoro sul campo, calandosi in una città e un contesto, è bene dirlo, poco conosciuto da entrambi prima dell’avvio del progetto. Due domande cardine, forse e più di tutte, hanno accompagnato lungo tale esperienza i giovani partecipanti e hanno assecondato buona parte del processo artistico, a partire dalla ricerca in sala nei primi mesi fino ad arrivare al palco dell’auditorium davanti a un pubblico. «Chi sono io nel mondo?» e «Cosa sarà il mondo dopo di me?». Due interrogativi che aleggiano e s’insinuano sia nelle voci delle ragazze e dei ragazzi quando li incontriamo sia nella drammaturgia della messa in scena finale. A Rovereto è tutto un fermento. Buona lettura.

Indice

· Interrogare l’adolescenza. Una conversazione con Oriente Occidente di Nella Califano

· Modi e luoghi della crescita. Nadia Casamassima e Andrea Santantonio di IAC – Centro Arti Integrate di Damiano Pellegrino

· L’adolescenza a teatro: due conversazioni di Nella Califano e Damiano Pellegrino

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