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Recensione “Arlecchino nel futuro”

di Altre Velocità

Arlecchino disse ad Arlecchino: 

”Ma tu chi sei?”

“Io sono te”

“ Allora io chi sono?”

“Tu sei me”

Lo spettacolo Arlecchino Nel Futuro, di Mariano Dammacco, svoltosi nel teatro Arena Del Sole, ha una scenografia minimalista, perché gli spettatori si possano concentrare sulla storia e sull’interpretazione. Essa è composta da: una macchina del tempo, che nei diversi atti assume funzioni differenti, due piani rialzati, due poltrone rivolte verso la macchina, la luna e i riflettori di vari colori che illuminano il palco. I personaggi sono maschere della tradizione italiana e sono interpretati da due sole attrici che parlano in dialetto bergamasco, usando un linguaggio corporeo esagerato per facilitare la comprensione. Durante la recitazione si scambiano i ruoli più volte. Lo spettacolo si apre e si chiude con una coreografia per esprimere il viaggio nel tempo, il tutto accompagnato da musica simile a quella dei videogiochi degli anni ‘90. 

L’esibizione si apre con Arlecchino, tornato ai tempi nostri, che racconta al pubblico la sua storia. Nel futuro la terra è un posto invivibile a causa del cambiamento climatico, quindi molte persone decidono di emigrare sulla luna. Anche Arlecchino desidera andarci ma, non avendo soldi, si spaccia per un androide che viene regalato ad un Puteo, un bambino, di 39 anni. Durante il viaggio però il protagonista soffre la fame per non farsi scoprire, fino a quando, non appena arrivato, muore.

Tra i temi che si presentano emerge quello della solitudine, dovuta alla difficoltà degli individui a relazionarsi con gli altri. Il personaggio del Puteo rappresenta le caratteristiche dei giovani in modo esagerato: egli è un bambino che evita i rapporti con le persone e trova conforto solo negli androidi che considera macchine perfette. Quando Arlecchino gli dice di non essere un androide, il Puteo riconosce di essere riuscito a provare dei sentimenti per una persona vera. 

Lo spettacolo ha dato risalto a molti altri temi, per questo è interessante, ma non è riuscito a trattarli tutti con la stessa profondità. Nel complesso l’esibizione è stata gradevole, ma imperfetta. Consigliamo di vederla, ma senza troppe aspettative. 

A. Calzolari
A. Tosi
F. Giari
F. Moretti
E. Selva

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