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Il giro del mondo in 80 giorni - Sotterraneo - ph Ilaria Costanzo
Il giro del mondo in 80 giorni - Sotterraneo - ph Ilaria Costanzo

“Il giro del mondo in 80 giorni”. Teatro Sotterraneo riscrive Jules Verne

di Altre Velocità

Sali su un treno, afferra una slitta, corri al porto e imbarcati su una nave, attraversa la foresta in groppa a un elefante, salva una donna da un rogo acceso e il tuo servitore da un’orda di indiani e infine spendi e spandi le tue sterline sperando di arrivare, al più presto, a casa. Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, romanzo di fine Ottocento, narra l’ardita scommessa del ricco gentleman londinese Phileas Fogg ingaggiata con i membri del Reform Club, compagni di società e di gioco.
Il signor Fogg mette in palio una somma di 20.000 sterline sul successo della sua missione: attraversare il globo nell’arco di soli 80 giorni accompagnato dal suo servitore Passepartout. Teatro Sotterraneo scompagina il romanzo e lo riscrive facendoci sentire al fianco del protagonista, diretti complici dell’avventura o membri ingombranti del suo equipaggio. Pensato in quattro puntate dalla durata di venti minuti ciascuna (per un totale di 80 minuti), lo spettacolo è dislocato in quattro punti diversi della città di Pistoia, sede del debutto e dell’Associazione Teatrale Pistoiese, Centro di Produzione presso cui la compagnia è attualmente residente.

Dalla prima all’ultima puntata, il viaggio di Fogg è riassunto in scena da un grande mappa geografica dalle tinte paglierine e con caratteri tipografici dal sapore antico. Realizzato insieme al grafico e disegnatore Marco Smacchia, il cartellone conserva la memoria del percorso maturato da una tappa all’altra grazie a un filo rosso appuntato nei luoghi di snodo del viaggio: da Londra a Londra, passando per l’Europa, le Indie, la Cina, l’America e percorrendo le tratte marittime obbligatorie.
In scena Sara Bonaventura e Claudio Cirri, attori-narratori-conduttori di questa folle corsa contro il tempo. Vestiti come damerini dell’epoca, i due attori gestiscono tutti i ruoli del romanzo, dal Signor Fogg e il suo accompagnatore Passepartout, alla signorina Auda e il detective Fix, persuaso da una somiglianza fisognomica che il gentlemen in viaggio per il mondo sia in realtà un bandito in fuga da un grosso colpo alla Banca di Londra. Da un tavolino mobile, i due attori sollevano diverse tessere sulle quali leggono il testo dello spettacolo e incappano talvolta in carte che segnalano premi e vantaggi o, più spesso, imprevisti di diversa entità, catastrofi o super-catastrofi. Moschee oltraggiate, binari interrotti, pellerossa all’attacco di un convoglio, rapimenti e duelli mettono alla prova il tempismo cronometrico di Fogg e di Teatro Sotterraneo: i due attori gettano di tanto in tanto uno sguardo preoccupato all’orologio visibile in scena, infervorandosi per ogni imprevisto e attendendo con impazienza che scorrano i minuti di penalità. Claudio Cirri e Sara Bonaventura si incolpano e si sostengono a vicenda, immedesimandosi nella furiosa cavalcata del viaggio di Fogg e facendo scorrere lo spettacolo a un ritmo velocissimo. La sintesi dell’opera di Verne, firmata nell’adattamento dal dramaturg e regista Daniele Villa, consente però ai due interpreti di indugiare su alcune scene del romanzo, riuscendo a non tradire la missione teatrale e trasmettendo un’immagine sempre integrale del viaggio.

Agli imprevisti e alle penalità si accompagnano quiz per il pubblico, che dando una risposta corretta o sbagliata determinerà o meno ulteriori ritardi sul programma previsto. Teatro Sotterraneo include continuamente i suoi spettatori e non esula dalla trama del romanzo; in più di un’occasione non mancano gli effetti speciali, indotti da divertite smagliature a opera della compagnia: nel terzo episodio, un vorticoso coast to coast da un porto all’altro dell’America del Nord, l’immaginario di fine ottocento si mescola al nostro più vicino paesaggio hollywoodiano con tanto di alieni a caccia di soggetti umani per i loro esperimenti, così un fascio di luce scende dal centro della platea e rapisce Barbie e Ken, nuove cavie del XXI secolo.
Ogni allestimento è accompagnato da una presenza musicale live, segno di relazione e coinvolgimento con diverse realtà cittadine, ma anche innesto drammaturgico efficace, come le due allieve della Scuola Mabellini della prima puntata che con un violino e un flauto accompagnano i tragitti in carrozza, in treno e in nave fino a Bombay o mettono alla prova la pazienza dei conduttori, perdendosi in virtuosismi marcatamente esagerati; oppure il coro femminile del terzo episodio, guidato dalla cantante Serena Altavilla, che alterna gingle vocali e noti fraseggi musicali americani (dal popular Go to sleep little baby o da America di Bernstein) o commenta il duello tra Fogg e uno spavaldo yankee offeso dal nostro protagonista con un rap che ci trascina nel vicolo di un bronx.

È un gioco? È uno spettacolo? È una lettura scenica? L’allestimento dei Sotterraneo utilizza peculiarità di questa e quell’altra forma, attingendo anche ai quiz televisivi e da tavolo, rimanendo fedele al nocciolo originario della questione: l’avventura. Sebbene diverso dai lavori della compagnia visti in precedenza (ma in parte ricorda Homo ridens, per la frontalità continuamente interrotta e un certo uso dei materiali iconografici) Il giro del mondo in 80 giorni di Teatro Sotterraneo non rinuncia a un atteggiamento cinico caro al collettivo. Si punta infatti l’occhio sui passaggi più incerti del romanzo, quelli dove per esempio emergono i cliché dell’autore nel raccontare i tipi umani che si avvicendano attorno a Fogg, che danno lo spunto per test al pubblico sulla xenofobia, con domande sull’omosessualità o il razzismo etnico.

Nell’ultima puntata la partita raddoppia: dopo il fatale colpo di scena che vede Fogg sconfitto in un tragico game over, ecco che spunta un nuovo mazzo di carte che riassume le pagine finali del romanzo dove si rivela l’ennesimo imprevisto, questa volta fortuito, che porta il nostro protagonista alla vittoria. Ma nel frattempo abbiamo imparato a fare il nodo del cappio dell’impiccato, Claudio Cirri ha tentato il suicidio da una balaustra e con elegante pedanteria Sara Bonaventura ci ha illustrato con Verne i vantaggi di percorrere il globo in senso antiorario.
Articolato, dislocato, ripartito, Il giro del mondo in 80 giorni di Teatro Sotterraneo è un viaggio che si muove tra le forme del teatro e gli spazi di una città, che fa di un romanzo un luogo di invenzione e gioca con gli elementi a disposizione per aprire parentesi e aggiungere pensiero. Un seria e smaliziata partita contro il tempo, a teatro, per spettatori avventurosi.

Il giro del mondo in 80 giorni
Puntata 1: da Londra a Bombay, Villa di Scornio. Musica dal vivo: Emma Longo e Sofia Marano – Scuola di Musica e Danza Mabellini.
Puntata 2: da Bombay a Yokohama, Biblioteca San Giorgio. Musica dal vivo: Gennaro Scarpato – Fondazione Tronci.
Puntata 3: da Yokohama a New York, Piccolo Teatro Mauro Bolognini. Musica dal vivo: Serena Altavilla con Benedetta Chiappi e Brenda Fedi – Casa in Piazzetta/Associazione Arcobaleno.
Puntata 4: da New York a Londra, Palazzo Fabroni. Musica dal vivo: Nadia Tirino – InCONTEMPORANEA.

di Serena Terranova

foto di Ilaria Costanzo

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