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Dispacci da HOME - Atlas of Transitions
di Altre Velocità pubblicato in Radio, Speciali il 13 Marzo 2019 0 commenti 3 minuti di lettura
[Podcast] Teatri e dintorni - Weekly #1 Articolo precedente Guardando i processi creativi + Che fretta c'era party Articolo successivo

Dall’1 al 10 marzo il nostro laboratorio avanzato di giornalismo e critica ha inviato attraverso la chat Telegram di Altre Velocità un daily audio sul festival “HOME – Atlas of Transitions”. Raccogliamo tutti i dispacci in questo articolo.

Giorno #1
Con i nostri occhi riusciamo a vedere il mondo intero, eccetto che un unico punto: i nostri occhi

Pietro Perelli racconta la “School of Integration” di Tania Bruguera con la prima lezione dedicata all’Eritrea, dal titolo “Lodare o biasimare in rima: la poesia orale eritrea”.

Giorno #2
Di un corpo fragile e forte che ci costringe a riformulare posizioni fisiche e mentali

Vittoria Majorana racconta una particolare scuola di cucito, che coniuga lavoro di gruppo e dimensione domestica. Si parla anche di fragilità e forza a partire da Quartier Libre di Nadia Beugré, in replica anche stasera stessa.

Giorno #3
Assenza di peso e di corporeità

Gabriella Mancuso ci racconta il lavoro dell’artista estone Kristina Norman sulle donne migranti, l’incontro insieme alla sociologa Sabrina Marchetti e lo spettacolo di Dorothée Munyaneza Samedi Détente, allestito a Teatri di Vita.

Giorno #4
Se dovessi abbandonare la tua casa, cosa porteresti con te?

Gianluca Poggi ci porta in Marocco con uno sguardo d’incanto che rende conto di canzoni popolari, lotta politica e riti domestici. Con la voce e i racconti di Hajiba Radouane.

Giorno #5
Suonare significa portare un po’ di gioia

Ilaria Cecchinato ci porta in Palestina, incontrando una scuola che ci insegna a riconoscere le vesti tipiche partendo dai colori, ma anche inseguendo i profumi del falafel di via Mascarella e aprendoci la porta, di notte, della sua postazione di registrazione e montaggio.

Giorno #6
Generare alterità e combattere l’ineluttabilità del reale attraverso pratiche difformi

Damiano Pellegrino ci offre qualche appunto dal convegno “Art Util” (un’arte che si dica utile, possibile?) e un racconto di due incontri: con Vincenzo, “rom abruzzese”, e con Jakub, a partire rispettivamente dalla School of Integration di Tania Bruguera (incontro organizzato da Ateliersi) e dal film di ZimmerFrei Saga#1 – Yakub.

Giorno #7
È possibile restare migranti tutta la vita, perennemente senza radici?

Sofia Longhini ci racconta che ieri ai Dams Lab era possibile cantare Bella ciao al karaoke cinese. Vecchie canzoni europee e statunitensi ma adattate e tradotte in Cina parecchi anni fa, una forma di intrattenimento popolare ancora diffusa, dallo svago alla scavo antropologico.

Giorno #8
Ogni uomo mi sembra un potenziale nemico

Valeria Minciullo ci racconta di studenti e studentesse bolognesi che contribuiscono a Wikipedia generando voci su figure femminili e di Fatoumata Bagayoko che alla School of Integration propone Fatou t’as tout fait. Cala il buio e la giovane performer maliana racconta la sua storia di mutilazioni, con al centro il corpo e il viso di ragazza-bambina.

Giorno #9
Una conferenza a proposito della monolitica mentalità dei bianchi

Un concerto di musica iraniana che è anche un incontro intimo coi musicisti. Nello spettacolo Il negro del narciso di Cantieri Meticci saliamo su un veliero pieno di fantasmi e paure legate all’incontro con la diversità. Gabriella e Vittoria ci raccontano l’ultima giornata di Home – Atlas of Transitions.

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