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(foto di Jihye Jung)
(foto di Jihye Jung)

Memoria danzata. “About Love and Death” di Emmanuel Eggermont

di Petra Cosentino Spadoni

Il lavoro di Emmanuel Eggermont, About Love and Death, elegia danzata e omaggio in memoria di Raimund Hoghe, costruisce un universo mosaicato che traccia e intreccia il percorso artistico condiviso con il coreografo e drammaturgo tedesco, parte del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, venuto a mancare nel 2021.

Il minimalismo della scena, composta da un telo bianco che attraversa il pavimento e si alza in verticale a creare una quinta, si riflette nella sequenza di visioni che interseca il repertorio coreografico di Hoghe all’immaginario plastico e visuale di Eggermont.

Del pauroso mondo antico

E del pauroso mondo futuro

Era rimasta solo la bellezza

(“Marilyn” da La Rabbia (1963), Pier Paolo Pasolini)

Il lavoro si configura dunque come una tavolozza di immagini coreografiche in cui convivono echi di repertori classici e moderni, da Debussy, a Gene Kelly, a Josephine Backer. Eggermont trasforma la sua presenza attraverso lo spazio e i pochi oggetti di cui si circonda – altrettanti rimandi sparsi come indizi sulla scena, se non immediatamente individuabili, forti del proprio carattere evocativo in grado di aprire varchi immaginifici attraverso la creazione di figure e forme in movimento. Il risveglio di un fauno fantastico sulla sinfonia di Debussy apre un universo che dischiude le possibilità della citazione alla creazione artistica come flusso vitale in continuo scorrimento, a partire da una memoria danzata e condivisa sulla scena.

La partitura gestuale si concentra attorno al busto per lo più statico del danzatore, lungo gli arti segmentati nelle proprie angolature e articolazioni, pur esplorando traiettorie corporee dalle sfumature più curvilinee. Lo stesso accade nello spazio di movimento, come suddiviso dalle linee di una griglia invisibile che ne scandisce la profondità, talvolta intersecata da diagonali, su cui si animano le coreografie.

Eggermont si sveste, lasciando cadere ordinatamente i propri capi scuri come impronte sul chiarore dello spazio scenico. Poi, un telo di alluminio dorato viene estratto da una fessura del pavimento a coprire il suo corpo. Poi ancora, un paio di scarpe nere con tacco, una coperta legata in vita, due piccoli bicchieri di polvere bianca che si fa soffio materico una volta lanciata in aria. In generale, gli oggetti sul palco diventano a rotazione simboli di presenza e assenza, fino all’abito dal colore giallo acido che accompagna la coreografia in una sorta di duetto solitario prima, e in una metamorfosi poi, rovesciandosi sul capo del performer.

Dentro la cornice di About Love and Death, Emmanuel Eggermont intesse una danza di citazioni, suggestioni, immaginari legati al lavoro artistico ereditato da Raimund Hoghe, riesplorato e proiettato verso il pubblico e così verso il futuro, come traccia di una memoria coreografica e iconografica condivisa, in grado di continuare a significare attraverso antichi e nuovi sguardi.

Articolo scritto per lo speciale Gender Bender 2025. Altri articoli dello speciale:

Tapis roulant e incantamento sonoro. La “Fuga” di Palermo/Petrosino
di Irene Ringozzi

“Monumentum Da”, il segno danzato di una grammatica percettiva
di Caterina Baldini

L'autore

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Una risposta

  1. Grazie per il bell’articolo sul solo di Emmanuel, mio collega nelle pièces di Raimund Hoghe per 15 anni. Lui ha fatto un ottimo lavoro assemblando ed elaborando pezzi di pièces componendo una trilogia della memoria del lavoro di Raimund: “An evening with Raimund”, “Simple Things” e “About love and death”. Da quattro anni e mezzo portiamo in tournée queste memorie in Europa e a New York. Ancora grazie e complimenti. Ornella Balestra

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