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stardust - 2026

Seconda edizione per Stardust Festival a Vicenza

di Altre Velocità

I.P. Articolo pubbliredazionale

A Vicenza il presente si guarda con gli occhi delle nuove generazioni

Dal 20 ottobre al 1 novembre, 32 appuntamenti tra teatro, danza, illustrazione, installazioni, laboratori e incontri. Artisti e compagnie internazionali, prime nazionali e regionali in un festival diffuso tra Teatro Astra, scuole, biblioteche e spazi della città.

Guardare il presente attraverso gli occhi delle nuove generazioni e fare del teatro uno spazio di incontro tra età, linguaggi e sensibilità diverse. È da questa prospettiva che prende forma la seconda edizione di Stardust Festival, il festival teatrale internazionale dedicato alle nuove generazioni, che si terrà dal 20 ottobre al 1° novembre 2026.

Due settimane in cui bambini, adolescenti, famiglie, adulti, insegnanti, educatori ed artisti si incontreranno per leggere il presente attraverso i linguaggi del teatro, della performance, delle arti visive, sul palco del Teatro Astra e in molti altri luoghi della città. Il festival ospiterà una proposta articolata con spettacoli dedicati alla primissima infanzia e ai piccolissimi, un ricco calendario di appuntamenti in orario scolastico ed extrascolastico,  una mostra di illustrazione, installazioni interattive, 3 tavole rotonde, laboratori dedicati, focus tematici legati alla pedagogia e alla scuola, alla scrittura drammaturgica, alla trasmissione intergenerazionale, per un totale di 32 appuntamenti che animeranno la città fino al 1 novembre, con un evento speciale il 20 novembre. Lo sguardo delle nuove generazioni diventa il punto di partenza per osservare il tempo che abitiamo, attraversarne le domande e immaginare nuove possibilità. Crescita, corpo, fragilità, memoria, libertà, identità e cura sono alcuni dei territori esplorati dagli artisti e dalle artiste presenti al festival in questa edizione. 

Il Teatro Astra, sede principale, ospiterà spettacoli in prima nazionale, lo spettacolo vincitore del Premio Scenario, un panorama di spettacoli provenienti da Germania, Francia, Svizzera, Giappone e Paesi Bassi, mentre il teatro Yurta, allestito nel giardino, accoglierà le esperienze per i più piccoli. Molti altri spazi della città sono coinvolti: a  Palazzo Cordellina – Biblioteca Civica Bertoliana sarà allestita la mostra di illustrazione per bambini Abitare gli alberi e saranno organizzati convegni e laboratori; ancora spettacoli nelle scuole e nei centri culturali di quartiere e al Teatro Politeama di Marostica; installazioni performative e incontri presso Cooperativa Sociale Insieme e la sala, Baldi Libri.

IL PROGRAMMA

Martedì 20 ottobre | Il Giappone pop apre Stardust

L’apertura del festival è affidata, martedì 20 ottobre alle 19 al Teatro Astra, a Kenji Shinohe con la prova aperta di “Action Briquette Z. Manga Beat & Dance”, rivolta al pubblico dagli 11 anni, progetto è prodotto da La Piccionaia, Factory Compagnia Transadriatica e CollettivO CineticO, con il sostegno produttivo di Fondazione Romaeuropa Festival dove lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 13 novembre.  

Suoni dei manga, esplosioni, versi e onomatopee diventano materia per la danza attraverso voce, sintetizzatore e loop station. Corpo, disegno e animazione costruiscono un universo che nasce dai ricordi d’infanzia dell’artista e dall’incontro tra cultura pop giapponese e sguardo europeo.

Mercoledì 21 ottobre | Leggere il teatro

Mercoledì Stardust incontra insegnanti, educatori, genitori e lettori negli spazi di Baldi Libri.

Alle 16.30 Federica Iacobelli, presso BaldiLibri, conduce l’appuntamento di apertura dei Pomeriggi del Teatro Scuola, laboratorio dedicato a insegnanti ed educatori. Alle 18 dialogherà con Carlo Presotto nell’incontro “Leggere teatro è un gioco da ragazzi”. Un confronto sulla possibilità di avvicinare bambini e ragazzi alla forma letteraria del teatro rendendo la lettura un’esperienza viva e partecipata.

Venerdì 23 ottobre | Memoria e cura

Venerdì 23 ottobre, dalle 9.30 alle 19, gli spazi della Cooperativa Sociale Insieme accolgono “Il giardino delle cose sperse” del Consorzio Balsamico, installazione immersiva e partecipativa dedicata alla memoria, all’ascolto e alla condivisione. Un paesaggio artificiale costruito con materiali di recupero custodisce ricordi personali e anonimi: il pubblico può attraversarlo, leggere, lasciare una propria memoria o portare con sé quella di qualcun altro. L’opera mette così in relazione memoria, dono, recupero e scambio.

Alle 21 al Teatro Astra arriva “La notte dei bambini”, con Gaia Nanni, regia di Giuliana Musso. Lo spettacolo prende le mosse da un fatto realmente accaduto: il trasferimento notturno, il 14 dicembre 2007, dell’intero Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Medici, infermieri, volontari e cittadini diventano le voci di una comunità che si raccoglie intorno ai suoi membri più fragili.

Sabato 24 ottobre | Teatro, ricerca e incontri

Sabato, dalle 9.30 alle 19, la Cooperativa Sociale Insieme ospita “Il giardino delle cose sperse”.

Dalle 10 alle 14 al Teatro Astra si tiene “Prove tecniche di trasmissione”, seminario condotto da Damiano Pellegrino e Sergio Meggiolan, dedicato al confronto sulle pratiche del teatro per le nuove generazioni, con Fabio Condemi, Chiara Salieri, Fabrizio Pallara.

Alle 10 e alle 16, nel Teatro Yurta, La Baracca – Testoni Ragazzi presenta “A corpo libero”, spettacolo per bambine e bambini da 1 a 4 anni. Il corpo diventa il primo spazio da conoscere e abitare, attraverso movimento, osservazione, trasformazione e gioco.

Alle 18 al Teatro Astra arriva dalla Francia la Compagnie L’Alinéa con “Petites histoires sans paroles”, spettacolo dai 5 anni che attraversa tradizione e linguaggi contemporanei del teatro di figura attraverso tre racconti senza parole.

Domenica 25 ottobre | Memoria, fiaba e illustrazione

La domenica si apre alle 10 al Polo B55 con “Giardinieri della memoria” del Consorzio Balsamico, laboratorio rivolto a bambini dai 5 anni e famiglie. 

Alle 10 e alle 16, nel Teatro Yurta, tornano le repliche di “A corpo libero” de La Baracca – Testoni Ragazzi.

Alle 17 al Teatro Astra uno dei momenti centrali di Stardust: la prima nazionale de “La Favola del principe Granchio” de La Piccionaia, liberamente ispirata alla fiaba raccolta da Italo Calvino nelle Fiabe italiane, con la regia di Carlo Presotto.

Qui, alle 18.30, inaugura “Abitare gli alberi” di Irene Penazzi, nell’ambito di /e.mò.ti.con/ 2026. Un piccolo viaggio nell’universo illustrato dell’autrice tra alberi, foglie, nidi e ambienti del bosco, per osservare la natura come spazio di immaginazione, scoperta e cura.

Dal 27 al 29 ottobre | Dentro l’adolescenza

Dal 27 al 29 ottobre, negli spazi dell’ITE Guido Piovene, arriva Camilla Parini, insieme a FIT – Festival Internazionale del Teatro di Lugano, con “Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola”.

Il progetto nasce da un processo di co-creazione con ragazze e ragazzi tra i 16 e i 22 anni e trasforma la classe in uno spazio di ascolto. Attraverso diari, parole e testimonianze, il pubblico entra a contatto con pressioni, aspettative, desideri e inquietudini dell’adolescenza.

Le repliche mattutine sono rivolte agli studenti e alla comunità scolastica; le repliche delle 19, aperte anche agli adulti, permettono invece a genitori, educatori e cittadinanza di sedersi negli stessi banchi e confrontarsi con le parole dei ragazzi. Un dispositivo costruito proprio per creare un passaggio tra generazioni e favorire un ascolto reciproco fuori dalle consuete dinamiche familiari e scolastiche.

Mercoledì 28 ottobre | Un inventore che non sa stare fermo

Mercoledì 28 ottobre, alle 10.45 e alle 12 al Centro Zona 3, Alessandro Maione presenta “Sdeng! Storia di un inventore che non sa stare fermo”, spettacolo rivolto alla prima infanzia. Lo spettacolo è una coproduzione La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale e CSS Teatro Stabile di Iinnovazione del Friuli Venezia Giulia, con regia e drammaturgia di Beatrice Baruffini.

Un piccolo cantiere dell’immaginazione fatto di legno, viti, bulloni, oggetti metallici e una chiave inglese accompagna il protagonista Guglielmo nella costruzione di una sedia. Tentativi, errori, movimenti e invenzioni diventano parte di una drammaturgia del fare, dove il gioco incontra il tema del rapporto tra libertà del corpo e regole.

Giovedì 29 ottobre | Dai più piccoli alla biblioteca

Giovedì 29 ottobre alle 10, “Sdeng! Storia di un inventore che non sa stare fermo” raggiunge la Scuola dell’Infanzia Collodi, portando il teatro direttamente nello spazio educativo quotidiano dei più piccoli.

Alle 17 alla Biblioteca di Villa Tacchi, Alessandro Maione presenta invece “Tocut”, produzione La Piccionaia per bambini dai 2 ai 5 anni: una storia che parla di corpo, esperienze e colori, perché tutti i colori sono importanti per diventare grandi.

Venerdì 30 ottobre | Sguardi, stereotipi e memoria

Venerdì alle 9.30 al Teatro Astra, Fondamenta Zero presenta “Infinita Bellezza”, spettacolo rivolto agli adolescenti dai 14 anni e vincitore del Premio Scenario 2026. Un dispositivo teatrale che interroga stereotipi, linguaggio e costruzione dello sguardo.

Alle 21, sempre al Teatro Astra, arriva la prima regionale di “Non ti scordar di me” di Valentina Dal Mas, nuovo spettacolo coprodotto da La Piccionaia con Abbondanza/Bertoni. Un lavoro sulla memoria e sulle tracce che le persone e gli incontri lasciano nelle nostre esistenze.

Sabato 31 ottobre | Corpo, educazione e fiaba

Sabato alle 9.30 a Palazzo Cordellina, Sala Dalla Pozza, si apre il convegno “Il Corpo Non Mente. Embodied cognition, educazione e teatro”, a cura de La Piccionaia e IUSVE Venezia.

Il programma mette in dialogo studiosi, docenti, artisti e ricercatori sul rapporto tra corpo, conoscenza, pratiche educative e teatro, con contributi provenienti da università, istituzioni culturali e percorsi di ricerca.

Alle 10.30 a Palazzo Cordellina, Irene Penazzi conduce il Laboratorio di botanica immaginata, rivolto a bambini dai 6 ai 12 anni e adulti.

Sempre alle 10.30, Stardust raggiunge il Teatro Politeama di Marostica, dove La Piccionaia presenta “La Fiaba. Istruzioni per l’uso”, esperienza in forma di Silent Play dedicata al mondo delle fiabe.

Tra le 18 e le 20 al Teatro Astra, Baladam B-Side conduce infine “Notte fonda”, attività laboratoriale rivolta a bambini e bambine dai 7 agli 11 anni, sviluppata anche negli spazi esterni e nel Teatro Yurta.

Domenica 1 novembre | Dalla Germania per il finale di Stardust

A chiudere il festival, domenica 1 novembre alle 17 al Teatro Astra, sarà il Theaterhaus Ensemble, dalla Germania, con “Bliblip”, spettacolo rivolto ai bambini dai 2 ai 5 anni.

Teatro visuale, movimento e musica incontrano l’universo geometrico e cromatico di Piet Mondrian e il ritmo dello swing jazz. Un finale che sintetizza una delle direzioni centrali di Stardust: offrire anche agli spettatori più piccoli esperienze artistiche capaci di mettere in relazione linguaggi e culture differenti.

Appuntamento speciale | Venerdì 20 novembre
Dall’Olanda, il corpo come territorio da scoprire

Tra gli appuntamenti internazionali di Stardust, De Dansers, compagnia con sede a Utrecht, porta in scena “A Small Anatomy”, spettacolo di teatro e danza rivolto ai bambini dai 4 ai 7 anni.

Quattro performer, accompagnati dalla musica dal vivo, attraversano il corpo come una mappa fatta di arti, sensazioni, emozioni e possibilità: piedi che si sollevano da terra, pollici che danzano, voci che cantano, ringhiano e starnutiscono, corpi che si arrampicano e cercano nuovi equilibri. Un gioco fisico e musicale che accompagna il pubblico alla scoperta della diversità dei corpi, della relazione e della collaborazione.

Con la coreografia di Josephine van Rheenen, “A Small Anatomy” nasce nello stile dei “concerti danzati” che caratterizza la ricerca di De Dansers: un incontro organico tra danza contemporanea e musica dal vivo, capace di parlare alla vitalità dei bambini attraverso un linguaggio intuitivo, giocoso e profondamente fisico.

Un festival costruito con la città

Stardust Festival è ideato e curato  da La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale con la direzione artistica di Nina Zanotelli, Sergio Meggiolan, Carlo Presotto, in collaborazione con istituzioni, scuole, realtà culturali, educative e sociali, Comune di Vicenza e Biblioteca Civica Bertoliana, Fondazione Zoé, IUSVE, Comune di Marostica, Cooperativa Insieme, Cooperativa Aster Tre, Baldi Libri, BILL Biblioteca della Legalità, Istituto Piovene, Istituto Comprensivo 10, Vicenza – Scuola dell’Infanzia Collodi,  Associazione Diakonia, Accademia Olimpica, Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, Sintesi aps, e con il patrocinio di Assitej Italia e Università degli studi di Padova. E’ una iniziativa realizzata con il contributo di Camera di Commercio, Fondazione Giuseppe Roi, Banca delle Terre Venete e il sostegno del Ministero della Cultura e Regione Veneto.

«Con la seconda edizione, Stardust conferma la volontà di Vicenza di investire nelle nuove generazioni attraverso la cultura, riconoscendo nell’infanzia e nell’adolescenza una risorsa fondamentale per immaginare il futuro della nostra comunità – dichiara Ilaria Fantin, assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività del Comune di Vicenza –. Il festival trasforma il teatro e la città in luoghi di incontro, dove spettacoli, laboratori, installazioni e momenti di riflessione  e invitano persone di tutte le età a condividere esperienze, domande e visioni. La dimensione internazionale di questa edizione rafforza inoltre la possibilità di mettere in dialogo esperienze e sensibilità differenti. Stardust mette in relazione arte, educazione e cittadinanza, consolidando il rapporto tra istituzioni culturali, scuole, famiglie e territorio. Ringrazio La Piccionaia, i partner e tutte le realtà coinvolte per avere costruito un programma capace di generare partecipazione, curiosità e nuove occasioni di crescita collettiva».

«Questa seconda edizione allarga lo spazio del festival – dice Nina Zanotelli, direttrice artistica de La Piccionaia –: non soltanto più luoghi, ma più possibilità di relazione. Stardust entra nelle scuole, nelle biblioteche, in una cooperativa sociale, nei quartieri; mette accanto piccolissimi, adolescenti, famiglie, insegnanti, artisti e operatori. Ci interessa creare le condizioni affinchè il teatro possa essere un’esperienza condivisa e perché le nuove generazioni possano riconoscere nella cultura un luogo che appartiene anche a loro»

«Al centro del nostro pensiero c’è l’infanzia come condizione di ricerca. Infanzia e pratica artistica condividono una stessa attitudine alla ricerca: osservare, sperimentare, creare connessioni e attribuire nuovi significati alla realtà. È uno sguardo immerso nel presente, capace di stupore e mosso dal desiderio di conoscere attraverso l’esperienza. Stardust invita a cercare questa disposizione anche nell’età adulta: tornare a guardare ciò che ci circonda con curiosità, disponibilità e immaginazione. Incontrare le nuove generazioni significa allora confrontarsi con chi guarda l’oggi mentre lo sta scoprendo, con una forte adesione alla vita e con la capacità di immaginare forme ancora inesplorate» sottolinea Sergio Meggiolan, direttore artistico de La Piccionaia. 

Laura Mariarosa Rigon, Segretario Generale Vicario di Camera di Commercio, ha applaudito al Festival Stardust: «Siamo contenti di poter sostenere queste iniziative per il territorio che son sempre molto seguite. Sostenere cultura, eventi e nuove generazioni dà grandi soddisfazioni».

Francesca Lazzari, presidente della Fondazione Giuseppe Roi ETS, ha lasciato il suo saluto non potendo partecipare alla conferenza: «È di nuovo tempo di Stardust,  festival cittadino  dedicato alle nuove generazioni.  E’ molto più di un festival, è comunità generativa  di relazioni con il pubblico del futuro.  Grazie a Piccionaia per lo sguardo innovativo che educa e apre a  nuovi linguaggi.  Grazie alla rete di partner che permette al Progetto di coinvolgere spazi e luoghi diversi della città. Sostenere Stardust significa per FGR credere nel futuro della cultura, dell’arte e promuovere opportunità di incontro tra generazioni».

Alberto Galla, presidente della Biblioteca Civica Bertoliana, ha continuato: «La Biblioteca Bertoliana rinnova anche quest’anno la collaborazione con il Festival Stardust ospitando iniziative sia a Palazzo Cordellina, sia nella Biblioteca di Villa Tacchi e plaude a questa modalità di relazione tra varie istituzioni culturali, modalità che è perfettamente coerente con l’approccio che stiamo applicando anche per coinvolgere tutta la città nel progetto della futura nuova Biblioteca».

«Abitare gli Alberi é un progetto che mette insieme arte, lettura, natura, educazione e salute. Per questo motivo ha coinvolto più soggetti, come la Biblioteca Bertoliana e l’Ufficio scolastico Territoriale, e ci ha dato l’opportunità di connettere diverse generazioni, dall’infanzia all’adolescenza, fino ai nonni, coinvolgendoli in un’opera collettiva di trasmissione delle conoscenze ma soprattutto delle emozioni. Parlare di salute infatti significa anche parlare della possibilità di crescere in contesti capaci di generare curiosità e immaginazione e che aiutino a riflettere sul nostro modo di stare bene e di abitare il mondo»: ha spiegato Chiara Bisin, responsabile operativa di Fondazione Zoé – Zambon Open Education

Martina Peretti, della Cooperativa Sociale Insieme, ha concluso: «Interessante essere vasi capillari tra realtà artistiche e sociali di Vicenza, riuscire a spostare il pubblico su spazi diversi e conoscere luoghi e visioni diversi. Attraverso l’utilizzo di un materiale di scarto si può creare un’opera d’arte, una storia e la collaboraborazione diventa concreta»

Un festival per attraversare insieme il presente

Con Stardust Festival, La Piccionaia Centro Produzione Teatrale prosegue un lavoro che da oltre cinquant’anni considera il teatro per le nuove generazioni un terreno di ricerca artistica, educativa e culturale. La seconda edizione rafforza questa prospettiva aprendola ulteriormente alla città: il teatro esce dalla sala, entra nelle scuole, nelle biblioteche e nei quartieri, incontra luoghi sociali e comunità educanti, per creare insieme alle nuove generazioni le condizioni per attraversare un nuovo percorso, cambiarlo e immaginarne altri.

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