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"Sentirsi a casa". Conferenza stampa La Soffitta 2020

di Altre Velocità

È un mercoledì soleggiato di gennaio, l’ultimo del mese, il 29, e la saletta seminari del DamsLab ospita un gruppo di uditori, tra studenti e docenti. Si sta svolgendo la puntuale conferenza stampa con l’obiettivo di presentare il nuovo programma del primo semestre (da gennaio a giugno).
L’inaugurazione vera e propria dello spazio è avvenuta anticipatamente per esigenze di calendario, in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio) con la trasmissione della versione restaurata di Akropolis (1962), spettacolo di Grotowski in cui la tragica esperienza del lager viene trasfigurata nella particolare “metafisica teatrale” dell’autore.
L’evento di punta che aprirà il semestre è Credo, concerto che l’Orchestra di Piazza Vittorio porterà nell’Aula Absidale di Santa Lucia, incentrato sul tema del dialogo interculturale e interreligioso. Domenico Staiti, responsabile della sezione musica del progetto, spiega come l’apertura del DamsLab al settore musicale permetta un approfondimento maggiore del tema delineato: «si sono voluti chiamare artisti internazionali per riflettere sul tema del dialogo, senza cercare una risposta definitiva ma bensì un punto d’incontro».
In soli 40 minuti la conferenza ha cercato di incuriosire spiegando i punti cardine della stagione, senza indugiare in riflessioni superflue. Gerardo Guccini, responsabile scientifico della Soffitta, ha portato avanti una duplice presentazione: estetica e teorica.
Estetica perché il formato del programma non è più un libretto illustrato e ornato dagli uccellini colorati per i diversi settori, ma è un pieghevole di un verde ricercato con gli eventi in ordine cronologico: «appuntamenti che possono essere tranquillamente inseriti nell’agenda di chiunque», dice Guccini. Aprendolo una volta sono descritti i luoghi e gli spazi dedicati ai progetti poi elencati e i laboratori a cui viene data sempre più visibilità per permettere una sempre e maggiore coesione tra professionisti e non. Sollevando poi ulteriormente le “ali” si scopre il cuore del programma diviso in sezioni in bianco e altre evidenziate in un verde, questa volta più chiaro. Immersi in questa tonalità abbiamo incontri, convegni e conferenze, tutti con un forte tema centrale: dal 27 febbraio al 1 marzo si terrà Comporre per la scena e altri spazi: pratiche e teorie a confronto in sinergia con l’Arena del Sole; il 6 e il 7 marzo Il medioevo nell’epoca della serialità televisiva; dal 18 al 21 marzo Sguardi dal mondo – l’Italia contemporanea nella storiografia internazionale.
Varie sezioni a formare un organismo compatto che si compone di eventi pubblici come anche spettacoli e concerti. Primo fra tutti il già citato concerto Credo, giovedì 31 gennaio ore 21, ma anche l’inaugurazione di Mostra! – i beneficiari dello Sprar di Gioiosa Ionica raccontano sé stessi per immagini.

Leggere l’intero programma nel quadro di un unico evento performativo e proporre una dinamica “socializzante” è lo scopo del semestre, raggiungendo tutte quelle forme che coinvolgono il nostro modo di percepire e ricordare. Nessuna risposta definitiva a quale sia il fine della cultura ma bensì una serie di interrogativi atti a organizzare implicitamente una prospettiva in continuo mutamento. Risulta allora evidente come l’unico modo per mettersi in assonanza nei confronti del continuo divenire sia unire le varie forme culturali e percepire ciò che avviene oltre la forma in sé.
Quello che viene fuori da questa conferenza stampa è un appello molto diretto da parte degli organizzatori e collaboratori della Soffitta per un ruolo preminente della cultura. Marco Antonio Bazzocchi, delegato del Magnifico Rettore alle iniziative culturali dell’Alma Mater, parla con orgoglio dell’Università di Bologna, in particolare dell’area umanistica e del Dams, definendosi “a casa” in un “luogo d’eccellenza per la formazione di artisti e di figure rilevanti”. Ma in particolare Bazzocchi ci parla dell’importanza della cosiddetta “terza missione” dell’Università, quella del dialogo tra le diverse culture, caratteristica di spicco della Soffitta che mette sempre in luce la sinergia tra i vari ambiti e i diversi pubblici, ampi e diversificati. Perché la cultura parla a tutti, senza distinzioni. La cultura però è anche e soprattutto “benessere”: questo ce lo dice con estrema fierezza Roberta Paltrinieri, responsabile scientifico del DamsLab, che ci tiene a sottolineare come la cultura non sia più solo un “contenitore, ma un contenuto” in quanto la sua è soprattutto una “vocazione al sociale”, un “dispositivo di crescita delle relazioni”.
Questo aspetto di “socializzare la cultura” riunisce tutti sotto lo stesso tetto, cielo, schermo e li sottopone a tematiche urgenti come nel caso di Mostra!, a possibilità di crescita come i laboratori, di cui il primo in ordine cronologico è il TROVATORE: Racconti un laboratorio di riscrittura operistica che si terrà venerdì 21 febbraio alle ore 10 al Damslab/Teatro, e di trattazioni accademiche rilevanti come per i convegni o cicli di incontri come Aspettando Media Mutations.
Marisa Villa, coordinamento stagioni Emilia Romagna Teatro Fondazione, pone l’accento su come tutte le attività vadano a “braccetto” e informa che tutto è disponibile e monitorabile all’interno dei canali social. Tiene anche a ricordare come il progetto goda di varie collaborazioni, ad esempio il Festival Vie e l’esclusiva presentazione di candidature ai premi Ubu.
Fierezza, volontà e entusiasmo hanno accompagnato questa conferenza stampa, stati d’animo che noi che ci trovavamo qui a ascoltare gli organizzatori e i collaboratori condividiamo e portiamo avanti in queste iniziative che coinvolgono anche noi di Bologna Teatri e che speriamo di trasmettere all’interno di questa lunga, stimolante nuova stagione de La Soffitta.

Eleonora Poli, Martina Anselmeti

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