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"Scusate se non siamo morti in mare": oltre la ridondanza dei media

di Altre Velocità

Migrare per costruirsi una vita altrove accomuna uomo e animale (E. Aldrovandi)

È in un futuro non troppo lontano in cui la crisi economica costringe gli europei a emigrare verso mete dove vivere più dignitosamente che si svolge Scusate se non siamo morti in mare. Scritto da Emanuele Aldrovandi e diretto da Pablo Solari, è tornato in scena a Bologna presso i Teatri di Vita dal 24 al 26 marzo. Una produzione MaMiMò che vede come interpreti Luz Beatriz Lattanzi nei panni della Bella, Marcello Mocchi in quelli dell’Alto, Matthieu Pastore è lo Scafista e Daniele Pitari il Robusto. Bologna Teatri vi propone una nuova forma di recensione, a cura di Angela Curina e Pietro Perelli, in cui le fotografie, mescolandosi alle parole, cercano di dare forma a ciò che abbiamo visto.   [embed]https://www.youtube.com/watch?v=nWX9GwpROaY&feature=youtu.be[/embed]]]>

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