Un beat continuo e una voce diabolica si diffondono nelle strade di Gradisca, calamitandoti verso l’esterno del nuovo teatro comunale. Fumi colorati e suoni rimbombanti fanno largo nella piazza a quattro ragazze, protagoniste di SPEED, il progetto coreografico e musicale ideato da Parini Secondo e Bienoise. Lo spettacolo è ispirato alle correnti della Para Para e dell’Eurobeat tipici di Tokyo degli anni ‘90. Questi stili sono caratterizzati da un movimento sincronizzato delle braccia mentre si compie il two-stepping. La musica entra nelle vene propagandosi dalle casse di un’automobile da tuning che stava alle spalle delle ballerine. Questa vettura è l’artefice della voce demoniaca che ipnotizzava dicendo ai passanti: «Vade retro Satana». Ad accompagnare la voce, degli occhi in 2D pixelati che ricordano i giochi bellici degli arcade. Le ragazze indossano costumi colorati e scintillanti tipici di quella cultura aliena agli spettatori, che assorbono i colori delle luci appoggiate ad altezza terra creando uno spazio quasi da discoteca. Le nostre idol si differenziano l’una dall’altra grazie ai movimenti che per alcune erano lineari e tecnici e per altre fluenti e energetici. Così facendo, le quattro performer offrono simultaneamente molteplici interpretazioni della medesima scena. Fin dall’inizio l’attenzione della piazza era puntata su di loro, che si trattasse del pubblico, di passanti, di bambini o di clienti dei bar che circondano lo spazio della performance.
Lo spettacolo è stato accolto nei cuori dei gradiscani che alla fine hanno deciso di unirsi a ballare. A differenza di altre proposte del festival, focalizzate sulla riflessione, lo scopo di SPEED è puramente immersivo, un invito allo spettatore a godersi la musica e le abilità delle danzatrici, e a incontrare una cultura lontana.
Ottavia Chiaramonte
L'autore
-
Redazione intermittente sulle arti sceniche contemporanee.


