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(foto di Teresa Terranova)
(foto di Teresa Terranova)

Tinaos, costruire drammaturgia transfrontaliera. Intervista a Tommaso Tuzzoli

di Nella Califano

Il Friuli Venezia Giulia è una regione che per la propria posizione geografica rischia di soffrire di una certa marginalità, sebbene accolga realtà e progetti di altissimo livello qualitativo. Mi sono imbattuta in uno di questi progetti e ho raggiunto a Udine Tommaso Tuzzoli, presidente e co-direttore artistico dell’associazione culturale Tinaos che, con il sostegno della Regione e del MiC, organizza FESTIL_Festival estivo del Litorale, “drammaturgia dall’Istria al Friuli”, giunto alla sua undicesima edizione, e il percorso legato alla drammaturgia contemporanea Futuro Passato, al suo quinto anno.

Il ricco festival dalla vocazione transfrontaliera si configura senza dubbio come uno dei più interessanti della regione per la qualità degli spettacoli proposti, per l’importante rete di partner e sostenitori, anche esteri, e per l’attenzione alle giovani generazioni. FESTIL attraversa tutta l’estate e prosegue fino all’autunno con spettacoli di prosa, di danza contemporanea, presentati nella sezione Dance me to Festil e tout public all’interno della sezione miniFESTIL.

Il progetto teatrale di nuova drammaturgia Futuro Passato si sviluppa invece nell’arco di tutto l’anno attraverso residenze creative, laboratori, un percorso di selezione dedicato a drammaturghi e drammaturghe under 40, finalizzato alla scrittura di nuovi testi teatrali, la presentazione di letture sceniche e la pubblicazione di un volume che raccoglie le opere dei vincitori. Futuro Passato è diventato ormai un importante punto di riferimento per le nuove generazioni di autori e autrici, offrendo loro un’opportunità concreta di crescita artistica, di confronto e di visibilità e rappresentando spesso un significativo trampolino di lancio verso la scena teatrale nazionale e internazionale.

In un momento storico così complesso, in cui le giovani generazioni faticano ad affermarsi e a trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro, non è scontato imbattersi in un’offerta culturale ampia, capace di attraversare alcune delle più significative esperienze teatrali italiane, mantenendo un dialogo costante con la scena internazionale, Futuro Passato e FESTIL rappresentano delle esperienze particolarmente significative che meritano attenzione.

Il 2 luglio ritorna in Friuli Venezia Giulia l’undicesima edizione di FESTIL_Festival estivo del Litorale“drammaturgia dall’Istria al Friuli”, che tu dirigi arrivandovi però da Napoli. Come sei approdato in questa regione?

Ho conosciuto il territorio teatralmente diversi anni fa perché nel 2009 fui ospitato al Teatro Rossetti di Trieste con Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard. Ero un giovane regista e mi colpì molto il modo in cui venne accolto il nostro spettacolo: sold out per sei repliche. Andammo in scena alla Sala Bartoli, dove oggi si svolge parte del nostro festival. In quell’occasione ho incontrato un pubblico molto attento e curioso; questo ha scatenato in me una serie di riflessioni. Lavoravo al Teatro Nuovo di Napoli come regista e aiuto regia e poi regista assistente di Antonio Latella e avevo avuto la fortuna di incontrare pubblici di tutta Italia e anche all’estero. Per questo motivo l’esperienza al Rossetti mi aveva fatto riflettere sulla capacità da parte di alcuni territori di accogliere anche un certo tipo di drammaturgia e sulla disponibilità degli spettatori.

In quell’occasione l’età media del pubblico era molto alta e non mi aspettavo un tale entusiasmo verso il nostro spettacolo. Sono approdato in Friuli Venezia Giulia grazie a quella esperienza, ma anche per una serie di motivi personali. Oggettivamente questa è una regione che ha un sistema di finanziamenti vantaggioso per le giovani associazioni, quindi ne creai una, Tinaos, insieme a un gruppo di persone. Da quel momento sono avvenuti una serie di incontri importanti, anche con persone che oggi non ci sono più, tra cui Alessandro Gilleri, con cui avevamo costruito il progetto Muggia Teatro Cabaret, che poi si è trasformato in Muggia Teatro. Dall’esperienza del 2016 nasce Muggia Teatro Festival estivo del Litorale fino al 2019, quando abbiamo deciso di rendere FESTIL_Festival estivo del Litorale un progetto autonomo.

Perchè Festival estivo del Litorale? Perché Muggia è l’ultima città italiana da quel versante ma la prima che si collega alla Slovenia e all’Istria. Abbiamo creato una connessione con lo storico Primorski Poletni Festival, che tradotto sarebbe proprio Festival Estivo del Litorale, tuttora nostro partner. Oggi, in seguito a una serie di vicende, FESTIL si sviluppa su Udine, Trieste e Gradisca d’Isonzo (GO), poi abbiamo anche una tappa a Duino Aurisina (TS) perché siamo in collegamento con un festival locale.

FESTIL_ Festival estivo del Litorale è stato anche il primo Festival di Prosa della Regione Friuli Venezia Giulia…

Sì, questa è una cosa che mi piace ricordare. Nel 2016 abbiamo vinto un bando ministeriale come progetto speciale e questo è stato molto significativo per noi, oltre che un primo segnale dell’importanza transfrontaliera del festival. Nel 2018 poi siamo diventati Festival di Prosa. Inoltre siamo stati i primi ad essere riconosciuti e sostenuti dal MiC. A partire dal 2015 la regione ci ha sempre sostenuto come progetto annuale, poi dal 2023 siamo entrati a far parte dei progetti culturali triennali del Friuli Venezia Giulia. Questo è stato l’ennesimo passaggio che ci ha aiutato a crescere.

(foto dalle pagine social del festival)

Nel tempo avete costruito relazioni forti con i paesi confinanti, diventando da subito, come ricordavi anche tu, un progetto teatrale transfrontaliero internazionale all’interno del panorama teatrale italiano…

Sono arrivato qui come regista e insieme ad Alessandro Gilleri, che produceva anche alcuni dei miei spettacoli, abbiamo costruito un ponte con la parte slovena e croata. In seguito siamo riusciti a creare delle collaborazioni con realtà come Il Dramma Italiano, la storica compagnia di prosa in lingua italiana del Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc di Fiume.

In quel caso, nel 2020, in occasione di Science in The City Festival (legato a ESOF), abbiamo realizzato una coproduzione che coinvolgeva la suddetta compagnia, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, la Golden Show di Gilleri e la nostra Associazione Culturale Tinaos. Lo spettacolo L’Alfa Romeo Jankovits, ambientato nella seconda metà degli anni Trenta, fu un pretesto per raccontare una storia del territorio che desideravamo riportare alla memoria e anche per sottolineare come la città di Fiume all’epoca fosse collegata con il resto d’Italia. Oggi il Teatro di Fiume è anche partner della rete Futuro Passato.

A proposito di Futuro Passato mi viene in mente un altro nome importante per il vostro festival, quello di Federico Bellini, a cui è affidata la codirezione artistica. Di fatto FESTIL ha avuto sempre più anime in dialogo tra loro…

L’idea è stata sempre quella di costruire il festival attraverso un confronto continuo tra più persone. All’inizio la direzione artistica era affidata ad Alessandro Gilleri, a Katia Pegan, direttrice del Teatro Nazionale di Capodistria e a me. In seguito, per una serie di motivi e anche dopo la scomparsa di Gilleri, ho chiesto a Federico Bellini di affiancarmi. Ci siamo conosciuti nel 2001 durante un laboratorio condotto da Antonio Latella al Teatro Nuovo di Napoli, dove io già lavoravo.

Da quel momento abbiamo iniziato a collaborare entrambi con Latella. Il primo spettacolo fu I Negri di Genet. Sono stati anni importantissimi, in cui lui ha iniziato a occuparsi per lo più di drammaturgia ed io ho continuato con la regia. I nostri percorsi si sono divisi, ma poi ci siamo ritrovati per Through Landscape, un progetto di residenze teatrali in dialogo con il particolare territorio delle Valli del Natisone. Federico Bellini è tutor di Futuro Passato dal 2022, anno di nascita del progetto e codirettore dal 2023.


Come nasce dunque l’esperienza di Futuro Passato?

Innanzitutto per me è importante ricordare che fin dai primi anni in cui sono arrivato qui ho incontrato diverse persone che mi hanno fornito molti testi di drammaturgia contemporanea, anche inedita, legati al mondo dell’Est. Tra queste in particolare Elisa Copetti, una traduttrice che si occupa di editoria e che oggi lavora per la casa editrice Bottega Errante di Udine. Ho iniziato a interessarmi a un certo tipo di drammaturgia da quando sono entrato a far parte del Teatro Nuovo di Napoli, che ha avuto figure legate alla drammaturgia scenica, autoriale e poetica come Antonio Neiwiller, Annibale Ruccello, Enzo Moscato.

L’amore per la drammaturgia contemporanea si è poi trasformata in sana ossessione grazie al percorso che ho intrapreso con Antonio Latella, durato dodici anni. La mia formazione è stata da sempre collegata a quei mondi, oltre che ad altri incontri per esempio con Gabriele Frasca, oggi il principale traduttore di Beckett in Italia, nonché docente universitario, secondo me tra i più illuminati.

L’idea di Futuro Passato nasce nel 2010 in forma embrionale proprio per il nostro forte interesse verso la drammaturgia contemporanea internazionale, ma riesce davvero a prendere forma solo nel 2020, grazie a un bando Covid regionale. Futuro Passato è un progetto legato alla drammaturgia contemporanea e affronta ogni anno un tema diverso che ci interessa da vicino. All’inizio abbiamo indagato il tema della memoria, non a caso era un momento storico particolare in cui ci chiedevamo cosa avremmo ricordato del periodo della pandemia e perché.

Quattro autori sono stati scritturati per un mese e si sono dedicati alla realizzazione di una loro opera nel corso di una residenza artistica. Negli anni successivi grazie alla regione il progetto è stato assorbito all’interno di FESTIL e abbiamo continuato a indagare il tema della memoria con i progetti Memoria digitale, legato al metaverso, Memoria di un viandante, connesso alla figura di Carlo Michelstaedter, un giovane filosofo goriziano morto suicida il cui pensiero racchiude una parte dell’essenza del mondo mitteleuropeo e poi da lì ci siamo spostati sul tema Unione Europea, fino ad arrivare quest’anno a quello di Purgatorio.

La giuria che seleziona gli autori è composta da diversi soggetti. Quest’anno i partner sono dieci: Comune di Udine, Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato, Casa del Contemporaneo, Elsinor, ERT FVG e Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc, Pergine Festival, l’Estate Teatrale Veronese, Hystrio e Sonar. Federico accompagna gli autori fino alla stesura dei testi. La sua formazione e la sua esperienza anche all’interno della Biennale di Venezia e all’estero gli ha permesso di affinare uno sguardo sulla drammaturgia europea, che chiaramente fa emergere anche nel lavoro con gli autori di Futuro Passato.

(foto dalle pagine social del festival)

Futuro Passato è un vero e proprio trampolino di lancio per i drammaturghi e le drammaturghe che vi prendono parte, oltre che un momento di confronto intenso. Autori e autrici si relazionano continuamente con l’esterno nel corso del proprio lavoro in residenza, anche con studenti giovani e giovanissimi. Quali sono le ricadute sul territorio?

ll Friuli Venezia Giulia è un territorio ricco di attività culturale, quindi la domanda sin dal primo momento è stata questa: che cosa può offrire FESTIL al contesto in cui è radicato? Sicuramente la nostra passione legata alla drammaturgia contemporanea ha trovato degli interlocutori fondamentali. Il festival non ha spazi propri, ma può realizzarsi grazie a una rete transfrontaliera sicuramente, ma soprattutto intraregionale con il Teatro Rossetti di Trieste e con il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia di Udine. Con i direttori artistici Paolo Valerio per il Rossetti, e Rita Maffei e Fabrizia Maggi per il CSS discutiamo la scelta degli spettacoli.

Credo che lo scambio e la circolazione di idee sia fondamentale per la costruzione di un qualsiasi percorso creativo. Rispetto a Futuro Passato era chiaro per noi che potesse essere importante attivare un lavoro esplorativo, di scouting. Per questo ci sembrava interessante ospitare giovani e talentuosi autori che non avessero ancora incontrato i pubblici di questo territorio, ma anche permettere ad autori già affermati nella scena nazionale di incontrare e incontrarsi attraverso questa esperienza e di indagare e diffondere le loro opere. Nella sezione Futuro Passato_Esplorazioni, infatti, vengono presentati in forma di lettura scenica testi inediti di autori e autrici che nella loro carriera hanno ottenuto dei riconoscimenti.

Quest’anno presenteremo i lavori di Francesco Alberici e Francesca Coin e di Matthieu Pastore. Invece gli autori finalisti dell’edizione 2025 Futuro Passato_Unione Europea, dopo l’anteprima alla LXXX Festa del Teatro di San Miniato in prima nazionale, presenteranno le letture sceniche dei loro testi realizzati lo scorso anno. Per noi è stato fondamentale essere partner di In-Box perché quel tipo di esperienza ci permette di monitorare le tante realtà che potrebbero avere molta più visibilità ma che faticano a emergere. Per questo abbiamo cercato di costruire un’esperienza che andasse in controtendenza.

Futuro Passato ci consente di osservare quello che succede nella drammaturgia contemporanea e nello stesso tempo di assumere i partecipanti per tutto il tempo della residenza e di permettere loro di pubblicare e di farsi conoscere da diversi enti e realtà, anche confinanti. Pensa che il progetto di Jonathan Lazzini, per esempio, che ha ottenuto nel 2024 la menzione speciale, ha poi vinto il bando produzione della Regione Friuli Venezia Giulia e lo metteremo in scena nel 2027 con una coproduzione internazionale. Gli autori si confrontano tra di loro, con Federico Bellini che è il tutor, ma anche con gli allievi delle scuole che coinvolgiamo, come il liceo artistico Giovanni Sello di Udine e l’Istituto Superiore Magrini Marchetti di Gemona del Friuli (UD).

Questi incontri sono sempre illuminanti, si aprono mondi inaspettati nel confronto intergenerazionale. È interessante scoprire l’approccio dei giovani verso determinati temi e la loro visione del futuro. Rispetto al tema della memoria abbiamo lavorato anche con i bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado attraverso laboratori sull’Alzheimer condotti da psicoterapeute esperte, a partire da riflessioni sul comportamento dei loro nonni fino all’incontro con gli ospiti delle RSA affetti da questa malattia. A questi incontri partecipavano anche gli autori del progetto Futuro Passato.

Il legame con le nuove generazioni è stato sempre presente nella vostra esperienza. Non a caso all’interno di FESTIL esiste una sezione dedicata ai più piccoli, miniFESTIL

Ai tempi di Muggia Teatro mettevamo le nostre attività teatrali a disposizione dei centri estivi, che qui sono attivissimi, perché ci è sempre stata a cuore l’idea di entrare in dialogo con le nuove generazioni. Personalmente mi sono avvicinato al teatro da giovane grazie all’attivazione di buone pratiche culturali e ho sempre pensato che fosse fondamentale fornire ai ragazzi delle possibilità per approcciare all’esperienza teatrale. Il vero cambiamento però è avvenuto quando la nostra attività si è spostata a Udine, perché anche il CSS ha da sempre uno sguardo attento alle nuove generazioni e quindi, attraverso il dialogo e il confronto abbiamo aperto all’interno di FESTIL una sezione dedicata a spettacoli tout public, miniFESTIL, così chiamato da Teresa Terranova, vicepresidente e socia fondatrice di Tinaos, nonché pilastro delle relazioni con i pubblici dei territori in cui operiamo. È stata importante la risposta da parte del Comune e dell’assessorato alla cultura di Udine e da quest’anno ci è stato chiesto di portare miniFESTIL anche a Gradisca d’Isonzo.

Non manca l’apertura anche verso la danza…

Sì, abbiamo anche una sezione dedicata alla danza autoriale contemporanea, Dance me to FESTIL. Quest’anno ospiteremo in prima nazionale un lavoro di Chiara Frigo e Giorgia Celli e uno della danzatrice Francesca Santamaria. All’interno del festival, inoltre, tra le varie attività collaterali sono sempre presenti laboratori di danza e movimento creativo, per adulti e bambini.


Chiudiamo con un desiderio. Cosa auguri a FESTIL e a Futuro Passato per i prossimi anni?

Innanzitutto spero che possano aumentare le risorse per permettere a tutti coloro che collaborano con noi una stabilità lavorativa. Ci si dimentica di questo, ma è fondamentale. Si può vivere di cultura. Mi auguro poi che l’esperienza possa crescere e che ci porti a incontrare sempre più artisti, italiani e stranieri, a incrementare le connessioni, a indagare nuovi territori, sempre con la convinzione che la scoperta sia rigenerante e non limitante e che vada affrontata senza paura.

L'autore

  • Nella Califano

    Studiosa di teatro, formatrice e critica teatrale. Si è laureata con una tesi sulla narrazione della fiaba nel teatro per le nuove generazioni ed è specializzato sulla scena per ragazzi e ragazze.

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