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DanceHall_5 settembre-21

#7 La passione è negli occhi di chi guarda

di Altre Velocità

Cosa succede a una performance di danza quando ne viene estirpata tutta la sua umanità? Cosa ne resta di uno spettacolo se tenta di rispecchiare una visione pessimistica della realtà di oggi, dominata dalla meccanizzazione? 
Queste sono le domande che la Compagnia Lost Movement si è posta nella creazione di dancehALL, performance presentata in Piazza Unità il 5 settembre, all’interno del festival In/Visible Cities.

In venti minuti precisi e tesi, quattro ballerini si muovono come ingranaggi di un sistema perfettamente oliato, attraversando i passi schematici della salsa, del cha cha cha, del jive e della polka. Ma anziché farli esplodere di vitalità, questi vengono ridotti a puro esercizio, a gesto stilizzato, svuotato di pathos. Il risultato è una danza che non cerca l’emozione – o meglio, la rifiuta consapevolmente.

Nonostante ciò, dancehALL non è per nulla sterile. Si apre un paradosso nella ripetizione ossessiva, nel minimalismo emotivo, nel rigore geometrico del movimento: ogni danzatore, nell’uniformità dei passi, mantiene una propria sfumatura, una resistenza alla piena omologazione, una propria modalità di esecuzione.
In questo esperimento di “disumanizzazione” del ballo, resta però qualcosa di profondamente umano: il bisogno di condividere uno spazio, un ritmo, una traiettoria. Ed è proprio questo che, in modo inaspettato, restituisce allo spettatore una sensazione di libertà. Il lavoro della compagnia è quasi un manifesto coreografico: si può danzare senza passione? Si può rendere la danza oggetto concettuale svuotato del suo significato originario? Forse sì, ma lo spettatore, comunque, finisce per trovare connessioni, energia e persino bellezza.

In conclusione, dancehALL è un breve e piacevole esperimento coreografico che lascia riflettere lo spettatore sull’impatto che lo sguardo di chi osserva ha su una performance. Dalla stoicità del quesito posto dalla Compagnia Lost Movement si è accesa nei cuori degli spettatori una fiamma che arde di gioia, libertà e condivisione, richiamando l’aspetto trasformativo della danza.

Marianna Canfora

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