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La piece avec les legumes di Uiko Watanabe

Vie Scena Contemporanea >> 2008 >> Interviste

 
Nella pièce avec les légumes la nipponica Uiko Watanabe danza per la prima volta il terzo atto di una trilogia intitolata Food Story. Le differenze tra i singoli brani sono sia contenutistiche che stilistiche: in questa entrano in scena ortaggi convocati a dialogare con la performer. Dalla tradizione giapponese Uiko eredita consapevolmente il rispetto per le forme viventi, animali e vegetali, di matrice buddista. Nella sua cultura madre gli alimenti sacrificano se stessi per donare vita a chi se ne ciba e al termine dell'esibizione lei accoglie il loro sacrificio alimentandosene. Si considera fortunata perché sa cosa vuole nella vita e può realizzarsi nella comunicazione, che è una forma di dono agli altri. Le abbiamo chiesto quale messaggio specifico vuole veicolare con i suoi passi e la risposta ricorda Banana Yoshimoto: “Niente di speciale. Non ho mai pensato di voler dire qualcosa. Parlo di cose ordinarie che siamo soliti trascurare; sto cercando inoltre di parlare di felicità. E' importante per me: siamo sempre così impegnati a cercare problemi nella vita quotidiana...” Nel 2000, ventenne si è trasferita in Europa, confrontandosi con maestri di differenti nazionalità e culture nei centri coreografici franco-belgi. Così spiega le ragioni del suo espatrio: “Volevo davvero essere una danzatrice professionista, cosa che non è possibile in Giappone. Inoltre, siccome i miei genitori sono artisti, e squattrinati, non mi hanno insegnato la normalità. Ho sofferto molto per non essere considerata normale soltanto perché danzavo dall'età di tre anni. Qui, invece, la danza è ritenuto un lavoro normale”. Tokyo, forse, non è ancora una metropoli contemporanea.