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Dialoghetto in versi tra lo stato e l'arte di Marco Martinelli

Vie Scena Contemporanea >> 2008 >> Articoli e interventi

 

STATO Ah sì... sì... ora ricordo…

prego, venga avanti

dica, dica pure...


Silenzio.


ARTE Io sono quella

che non si accontenta

che non si accontenta mai


Io sono quella

che quando ti alzi la mattina

se n'è appena andata

in silenzio


Io sono la tua ombra del giorno

sono il fuoco del letamaio

l'allevatore di tori

il sussurro oltre lo specchio

la scritta sul muro

il campo che vomita luce

sotto il sole di mezzogiorno


Io sono l'inciampo

il dettaglio irrilevante

la polvere nell'ingranaggio

la buccia che fa scivolare

la povera canzonetta

che ritorna


Io sono una furia del Passato

(per questo mi irridi)


Io sono quella che balbetta

che ancora continua, balbettante

a decifrare i libri dei morti

ba ba ba ba ba ba ba

i libri oscuri

insensati

i libri che tu Stampi

e Incensi

e Releghi nei Musei

i libri che non leggerai mai


Io sono quella

che tu credi morta

(è bene che tu lo creda)

merce tra le merci

cosetta di poca importanza

pazza, debole, ritardata

una pratica da archiviare, miserabile

tra le tante

del Sempiterno Ordine del Mondo


Io sono in movimento, corro

corro

corro sempre

corro tutti I giorni

corro tutte le notti

con la mia gambetta malata

zoppico e corro


Io sono quella

che non si accontenta

che non si accontenta mai

e tu sei Stato


Io sono l'adolescente serio

che mi seppellirà

in un mattino di aprile

e riderà, quel giorno

accanto alla mia fossa.


Silenzio.


STATO Sì... sì sì…

bene, grazie.... può bastare.

Avanti un altro!

 

Per gentile concessione dell'autore. Già pubblicato in “Lo straniero”, n. 30-31, Roma, 2002. Il dialoghetto è poi ripubblicato in Sguardi dentro e fuori dall’arte, a cura di Gioia Costa, Editoria & Spettacolo, Roma, 2002.

 




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