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TPO, teatro partecipazione occasione

Contemporanea >> 2007 >> Recensioni

 
Ospite a Contemporanea in prima nazionale, l’ultima creazione dei TPO è [Incolto], ambiente sensibile e altamente personalizzabile. Nell’evento ideato da Elsa Mersi con la collaborazione di Spartaco Cortesi, Rossano Monti e Antonio Panetta, tre spettatori alla volta sono chiamati ad entrare nella sala dell’Istituto Magnolfi, ritrovandosi in un luogo irreale ed enigmatico. Un po’ disorientati e perplessi, gli spettatori si lasciano guidare nell’oscurità dalla guida che, dopo aver fatto indossare delle grandissime cuffie, sussurra all’orecchio le “modalità d’uso” del spazio. L’unica fonte luminosa nella stanza proviene dalle lucette che sporgono all’estremità di sei tubi metallici, posizionati in modo da creare un lungo corridoio. A turno, ognuno dei tre spettatori può esplorare questo ambiente sensibile: avvicinandosi o allontanandosi dalle canne metalliche si sentono suoni metallici comparire ed amplificarsi, dissolversi e ritornare. Lo spettatore è parte attiva nella creazione di quello che è, ora, il suo spettacolo, potendo scegliere e creando la colonna sonora dell’evento. Avvicinandosi ad alcuni tubi, sul fondale bianco vengono proiettate delle immagini (un fiume, un mare, una schiena che si muove). Anche qui è lo spettatore a determinare la sua visione: basta inclinare di poco la testa e l’immagine inizia a dissolversi, un passo indietro e l’immagine scompare. Attraversato il corridoio, non rimane che tuffarsi nel triangolo creato dagli ultimi tre tubi/sensori: appena ci si avvicina, sul fondale viene proiettata l’immagine in bianco e nero di Anna Balducci, che danza nella stanza affianco e che si intravede attraverso lo schermo. “Il tuo turno è terminato”, dice la guida, “puoi sederti sullo sgabello e continuare la tua visione attraverso quella degli altri due spettatori”. [Incolto] riflette le tematiche e le modalità operative che il gruppo, diretto da Davide Venturini e Francesco Gandi e attivo dal 1981, ha sviluppato anche nei precedenti lavori: avvalendosi di collaboratori e artisti provenienti da diversi ambiti e nazionalità , lavorano insieme sviluppando una sperimentazione costante sulle potenzialità espressive dei nuovi linguaggi digitali associati alla danza e al teatro. Da questa ricerca sono nati spettacoli concepiti come ambienti teatrali sensibili basati sull'uso di tecnologie interattive associate all'immagine ed al suono: nei tre spettacoli della Trilogia del Giardino in scena delle danzatrici creavano delle coreografie all'interno di diversi paesaggi, ognuno dei quali era un ambiente di gioco animato, chiamando i bambini a partecipare attivamente. Anche con Farfalle hanno proseguito una sperimentazione sulle potenzialità espressive del teatro per l’infanzia attraverso l’utilizzo di nuovi linguaggi digitali associati alla danza e alla musica.